domenica 3 aprile 2016

Pasta con le sarde !!! 

Dalla Sicilia ti spedisco questa ricetta ! Provala....

E' una squisitezza!!!!!

 


giovedì 10 settembre 2015


 

                                                      LA NOSTRA VITA

                                                                      silloge poetica


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giovedì 19 febbraio 2015

L'URLO SILENZIOSO

                                                             L'URLO SILENZIOSO
                                                                opera teatrale
Recensione di Gianluigi Melucci

Carissimi lettori ed amici del blog oggi voglio scrivere una chiara ed esaustiva recensione su una recente opera teatrale pubblicata sul sito dell' Editore Feltrinelli "Il mio libro" ed apprezzata dalla Giovane Scuola di Holden dal titolo emblematico e suggestivo L' URLO SILENZIOSO .
Tale opera teatrale è stata scritta e composta da un' autrice siciliana , Maria Grazia Puglisi , che vive nella bellissima città di Sant' Agata , poliedrica, dinamica , zelante che spazia dal teatro alla poesia , dal racconto alla pittura , riuscendo mirabilmente a manifestare le diverse forme dell' Arte in un intenso e profondo Amore per la Vita , per le cose semplici , per la Grazia che la Trinacria offre ai suoi stessi figli, figli di una calda terra che propaga un sacro fuoco irridente che rende più libero l' Uomo nei suoi difetti , nei suoi peccati e nelle sue eterne contraddizioni. In effetti tale opera , suddivisa in tre atti , affronta il difficile e delicato tema dell'ABORTOche s'innesta su un brillante soliloquio della Madre che percorre la tortuosa Strada di una scelta che la pone di fronte ad un bivio esistenziale ove scompare alcuna moralità per interrogarsi sul rapporto tra Thanathos ed Eros che fa da perno alla trama dello spettacolo. In effetti tale tematica viene affrontata con distacco da influenze religiose e da influenze sociali per offrire al comune spettatore la sensazione di aver compiuto un Viaggio dell'Anima che risalta il più profondo Ego dell' autrice in un vorticoso e serrato spogliarello che mette a nudo il suo sensibile Animo di fronte al comune lettore / spettatore. Sebbene l' Italia sia uno dei Paesi Europei con un tasso di abortività più basso nell'Unione Europea sia perchè le donne italiane usano metodi contraccettivi sempre più efficaci sia perchè il 70 % dei ginecologi si dichiara obiettore , ritroviamo nella nostra contemporanea letteratura esempi illustri quali Oriana Fallaci che descrive amabilmente una donna terrorizzata dall' esperienza di una maternità inaspettata che parla con il suo bambino preparandolo alla crudeltà del mondo in cui si ricerca solidarietà e conforto in un embrione dai pochi giorni di vita; per non citare Margaret Mazzantini che nel suo romanzo " Non ti muovere" descrive la gravidanza come un peso insostenibile che esprime un senso d'inesprimibile atterramento sia fisico che morale nella giovane protagonista che non è libera di poter compiere le proprie scelte di una Vita sin dal principio troppo sbagliata. Ecco che tale urlo trae la sua profonda ispirazione nelle parole pasoliniane che identificavano l' aborto come un omicidio legale che annullava l'esistenza prenatale , la felice immersione nelle materne acque ove , ognuno di noi , vive una propria e determinata esistenza che rende SACRA la nostra stessa Vita aldilà dell'oscuro potere del consumismo che ha reso la libertà sessuale una convenzione del singolo consumatore che vive in maniera nevrotica la propria sessualità determinata dai consumi di massa e dal conformismo della maggioranza per cui tutto ciò che è sessualmente diverso viene automaticamente respinto. Ma in quest' opera possiamo ammettere che tale tematica viene affrontata con lucidità e freddezza come nel romanzo di Steinbeck " La Valle dell'Eden " in cui vi è la condanna morale e sociale della protagonista che vuole tentare l'aborto , differentemente dall'opera di Pavese " La luna e i falò " in cui viene espressa l'austera tragicità del funesto evento descritta con ardente pathos.
Insomma nella suddetta opera ritroviamo la naturale tragedia dei cori greci che risplende in tutta la sua bellezza attraverso l'annullamento della Vita che viene soppressa al suo germogliare , al suo nascere , al suo manifestarsi al mondo e che non ammette alcuna soluzione alternativa riportando in auge lo stile tipicamente beckettiano dove non esiste alcuna redenzione , alcuna soluzione ma dove impera la caducità e il fallimento umano che lo stesso Beckett ammetteva come unica condizione necessaria ed indispensabile per comprendere sino in fondo l' essere umano contrastato tra istinto animale e raziocinio umano.
Lo stile risulta essere ben lontano da " Il generale in pensione " dove addirittura i feti abortiti divenivano cibo per i cani ma , al contrario , esso s' avvicina allo spirito dell' euripidea MEDEA che sa di compiere un atroce gesto in quanto lei diventa fine di una volontà imperscrutabile identificata nell'avverso Fato.
Per cui consiglio vivamente di acquistare tale opera e di vederla rappresentata dall' Associazione Teatrale Stella del Sud dell' ardimentosa e lussureggiante Catania.
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                                                    Dedicata con affetto all' autrice Maria Grazia Puglisi

Sant'Agata Vergine e martire

lunedì 24 marzo 2014

Giovanni Verga

Leggendo le Novelle Rusticane Di Giovanni Verga si apprezza il benessere in cui viviamo oggi, noi figli di questo secolo 2000- GIOVANNI VERGA nato a Catania in via Sant'Anna il 2 sett. del 1840 e morto a Catania il 27 genn. del 1922 , nelle sue opere letterarie ci fa scoprire un mondo a noi oggi sconosciuto, un mondo ignoto a noi uomini oramai civilizzati. Egli ci porta in un mondo quasi inverosimile eppure reale. Quando si zappava la terra con le mani scavando nelle paludi della Piana di Catania per piantare i semi del grano, le fave, i fagioli, alle dipendenze dei padroni come massaro Mazzarò.... Ci riporta ai tempi quando la malaria mieteva i poveri contadini che lavorando duramente, ammalati e con febbre alta ci lasciavano la vita nei campi, sotto il sole cocente dell'estate. Le Novelle di Giovanni Verga lasciano il segno. Come " Nedda - Eli il pastore - Rosso Malpelo - A roba - Pane nero - La lupa - Gli orfani - Malaria - il romanzo " I malavoglia" ecc. ecc. Giovanni Verga può definirsi lo scrittore dei poveri, dei contadini, colui che dà voce agli ultimi, agli emarginati nelle campagne della Sicilia dell'800 al passo col 900 Secoli di germogli letterari e letterati. Giovanni Verga è lo scrittore che ha dato voce a chi non ha voce nel contesto sociale dei secoli andati mettendo in risalto le condizioni di miseria in cui vivevano i contadini tra soprusi e angherie che subivano dai padroni. Uno scrittore che ha saputo "combattere" con i suoi scritti la propria battaglia contro le discriminazioni sociali dell'epoca, che ha saputo tramandare ai posteri le sue idee di giustizia sociale e libertà.